Il ramoscello \ The twig

Il ramoscello

Quanto vorrei non essere sempre così sensibile a tutto quello che mi dicono e che mi fanno, quanto vorrei avere uno scudo che rimandi con forza uguale e contraria ogni colpo al suo mittente, quanto vorrei essere fatta di una superficie liscia ed impermeabile per farmi scivolare tutto addosso e guardarlo cadere verso terra come se non mi riguardasse.
Quanto lo vorrei…
Ed invece sono ruvida e porosa e le cose non solo si aggrappano ad ogni cellula del mio corpo, ma si assorbono fino a penetrarmi dentro le ossa, piegandomi e spezzandomi come un ramoscello secco, il quale avendo perso la sua linfa vitale non riesce più a rimanere flessibile ed elastico.
Eppure, io vorrei essere di un’altra pasta, vorrei potermi tirare indietro per rispingermi avanti, proprio come ho imparato nelle arti marziali. Vorrei cedere, ma solo per raccogliere le forze e rimandare al mio opponente tutte le cose che mi ha buttato addosso e che evidentemente riguardano più il suo essere che il mio.
Vorrei, vorrei, vorrei… anni di sogni e di tentativi e alla fine sono ancora qui a piangere ed a seccarmi ulteriormente, a sentirmi impotente come un ramoscello in mezzo ad una giungla di mangrovie.

Quando passerà? Quando crescerò? Quando sarò più forte?
Quando ci sarà quel momento magico nel quale potrò dire: ce l’ho fatta!
Ma soprattutto esiste davvero?

La sofferenza non fortifica, e alla lunga ti schiaccia impietosamente.
Se il terreno non cambia, la luce non migliora e l’acqua non lo nutre, il ramoscello non si fortificherà mai.
Inizio a pensare che senza modificare i fattori esterni, difficilmente riuscirò a salvare la poca linfa rimasta e che sono arrivata ad un punto nel quale sento la mancanza di una protezione, di un supporto, di un sostegno che mi regga fino a quando le cose non miglioreranno.
D’altra parte, è anche vero che io non sono un ramoscello e che come essere senziente, non posso più lasciare che la mia sensibilità sia un’arma che mi io punti continuamente puntata contro.
Perché sono sicura che se io riuscissi a girarla nell’altra direzione, allora diventerebbe uno strumento di difesa, uno scudo invisibile e potentissimo, un impermeabile perfetto.
Uno specchio nel quale si possano riflettere tutte le cattiverie e le ingiustizie, per essere finalmente rimandate indietro ai loro legittimi proprietari.


The twig

I wish I weren’t always so sensitive to everything they tell me and to what they do to me, how much I would like to have a shield that sends each blowback with equal and opposite force to its sender, how much I would like to be made of a smooth and impermeable surface to let everything slip on away and watch it fall to the ground as if it didn’t concern me.
How much I would like that…
And instead, I’m rough and porous and things not only cling to every cell in my body, but they absorb themselves until they penetrate my bones, bending and breaking like a dry twig, which has lost its lifeblood, is no longer able to remain flexible and elastic.
Yet, I would like to be of another kind, I wish I could pull back to push myself forward, just like I learned in martial arts.
I would like to give up, but only to gather strength and send back to my opponents all the things that they threw at me and which obviously concern their being more than mine.
I wish, I wish, I wish… years of dreams and attempts and in the end, I’m still here crying and bothering myself further, feeling helpless as a twig in the middle of a mangrove jungle.

When will it pass? When will I grow up? When will I be stronger?
When there will be that magical moment in which I will be able to say: I did it!
But above all does it really exist?

Suffering does not strengthen, and in the long run, it crushes you mercilessly.
If the soil does not change, the light does not improve and the water does not nourish it, the twig will never strengthen.
I begin to think that without changing the external factors, I will hardly be able to save the little sap left and that I have reached a point where I feel the lack of protection, support, a defense that will hold me up until things won’t improve.
On the other hand, it is also true that I am not a twig and that as a sentient being, I can no longer let my sensitivity be a weapon that I continually point at me.
Because I’m sure that if I managed to turn it in the other direction, then it would become a defense tool, an invisible and very powerful shield, a perfect raincoat.
A mirror in which all evil and injustices can be reflected and sent back to their rightful owners.

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