La collina \ The hill

La collina

Domenica notte ho fatto un sogno davvero particolare, uno di quei viaggi onirici che nascondo tanti significati nascosti, lampi della profondità del mio inconscio che tentano di manifestarsi dove hanno la possibilità di essere visti e ascoltati. 
A dire il vero, quel sogno ha assunto un significato interessante solo dopo averlo analizzato con il mio psicologo; io, in qualche modo, ho tentato di reprimerlo consciamente e di rispingere sempre più giù quelle cose che cercavano di emergere prepotentemente. 

Lunedì, durante la mia seduta di terapia, ho raccontato il sogno al mio psicologo e lui è riuscito a leggere in quella storia moltissime informazioni e a riportare tante riflessioni interessanti.
Alla fine, ho dovuto confrontarmi anch’io con quelle immagini ed affrontarle per ciò che erano: un messaggio di indipendenza.

Nel sogno era notte, una notte calda ed illuminata da un’enorme luna bianca.
Io mi trovavo in un paesino tipico del centro Italia, un luogo chiaro, che si sviluppava sui pendii di una collina piuttosto scoscesa.
Mi fermai a guardare il cielo. Solitamente quando nei miei sogni guardo il cielo di notte, o vedo la luna tingersi di rosso e allora scappo in Svizzera (mah…), oppure noto delle battaglie aliene spaventose che mi angosciano fino alle viscere e anche in quel caso scappo in Svizzera (e niente, forse devo andare in Svizzera a vedere cosa c’è che mi attende). 
In questo sogno specifico, la luna non si trasformò, ma poco lontano, nel cielo nerissimo, si aprì un’esplosione enorme, uno squarcio di luce spaventoso e magnifico. 
Allora notai che con me c’erano anche i miei genitori e mio fratello. Senza indugiare tentai di avvertirli che qualunque cosa fosse quel fenomeno particolare, probabilmente ci sarebbe stato un innalzamento del mare, che avrebbe invaso ogni cosa, comprendo la pianura, le case, strabordando e superando ogni confine.
Li invitai a seguirmi, dovevamo salire la collina per salvarci, andare fino in cima e aspettare che il mare si ritirasse. Loro mi ignorarono e se andarono.
Io nonostante la paura di affrontare quella salita da sola, non scesi nemmeno di uno scalino e proseguii senza indugi. Poco dopo loro sparirono, l’acqua doveva ancora arrivare, ma la mia famiglia non c’era più. 
Mi sono svegliata poco dopo, sicura che sarei salita convinta delle mie posizioni ed idee.

Inizialmente ho pensato che quello fosse un messaggio di resa. Ero rimasta sola, non potevo contare sulla mia famiglia e dovevo prenderne atto, ma il mio terapeuta mi ha fatto capire che non era questo il vero contenuto del sogno.
Io sto cambiando, io sto affrontando un periodo forte e luminoso, e comunque vada andrò avanti nel mio percorso. La mia famiglia non mi ha mai presa sul serio, nemmeno quando ho cercato di avvertirli dei pericoli relativi alla vita quotidiana, a quelli relativi al loro lavoro e anche riguardo i nostri rapporti, ormai lacerati.
Ma loro hanno scelto di essere travolti e di non prendere consapevolezza della loro vita e del loro destino e così io non ho potuto più seguirli in quel processo di autodistruzione e ho continuato a salire la collina. Da sola. 

Mi fa piacere che nel profondo io senta questo desiderio di luce, di salvezza, di cambiamento e trasformazione.
Salire è sempre faticoso, ma non c’è soddisfazione più grande, gradino dopo gradino, passo dopo passo, conquista dopo conquista.
E non ho più paura di essere sola, questo è il mio viaggio, ma se vorrete, ci rincontreremo lungo il sentiero, o sulla cima della collina. 


The hill

Sunday night I had a very special dream, one of those oneiric journeys that carry many hidden meanings, flashes of the depth of my unconscious that try to manifest themselves where they have the opportunity to be seen and heard. 
To tell the truth, that dream took on an interesting meaning only after analyzing it with my psychologist; I, somehow, tried to consciously repress it and push down those things that were trying to forcefully emerge. 

On Monday, during my therapy session, I told the dream to my psychologist and he was able to read a lot of information in that story and bring back many interesting reflections. In the end, I too had to confront those images and face them for what they were: a message of independence. 

In the dream it was night, a warm night lit by a huge white moon. I was in a typical village in central Italy, a clear place, which developed on the slopes of a rather steep hill. 
I stopped to look at the sky. Usually, when in my dreams I look at the sky at night, I see the moon tinged with red, and then I flee to Switzerland (who knows why…), or I notice scary alien battles that anguish me to the bowels and even then I flee to Switzerland (maybe I have to go to Switzerland to see what awaits me there). 
In this specific dream, the moon did not transform, but not far away, in the very black sky, an enormous explosion opened, a terrifying and magnificent glimpse of light. 
Then I noticed that my parents and my brother were also with me. Without delay, I tried to warn them that whatever that particular phenomenon was, probably there would be a rising of the sea, which would invade everything, including the plain, the houses, overflowing and crossing every border. 
I invited them to follow me, we had to climb the hill to save us, go to the top and wait for the sea to recede. They ignored me and left.  Despite the fear of facing that climb alone, I did not even go down a step and continued without delay. Soon after they disappeared, the water was yet to come, but my family was gone. I woke up shortly after, sure that I would have climbed convinced of my decision and ideas.

I initially thought that was a surrender message. I was left alone, I could not count on my family and I had to acknowledge it but my therapist made me understand that this was not the real content of the dream. 
I am changing, I am facing a strong and bright period, and whatever happens, I will go forward on my path. 
My family never took me seriously, not even when I tried to warn them of the dangers related to daily life, to those related to their work and also to our relationships, now torn apart, but they chose to be overwhelmed and not become aware of their life and their destiny and so I could no longer follow them in that process of self-destruction and continued to climb the hill. Alone. 

I am pleased that deep down I feel this desire for light, for salvation, for change and transformation. 
Climbing is always tiring, but there is no greater satisfaction, step by step, step by step, conquest after conquest. 
I am not afraid of being alone, not anymore, this is my journey, but if you want, we will meet again along the path, or on the top of the hill.

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