L’incompreso \ Misunderstood

L’incompreso

Preseguirò il racconto della mia diagnosi tra pochi giorni. Oggi ho voluto riportare qui sul blog un post che ho pubblicato sul mio account Instagram. Si tratta di una nuova consapevolezza che sento di dover condividere con il mondo. 

Non sopportavo proprio quando mia madre mi chiamava “L’incompresa”, nonostante io fossi ancora troppo piccola per cogliere appieno il riferimento, sapevo che si trattava del protagonista di un film italiano, dove appunto c’era un bambino definito “L’incompreso” (Misunderstood in inglese).
Ho letto la trama del film solo pochi anni fa, e sinceramente trovo ironico che mia madre usasse proprio quella pellicola per deridermi. Le cose erano due: o lei non aveva mai visto tutto il film, o evidentemente non l’aveva capito.
Non vi racconto qui la trama, nel caso vogliate vederlo, ma vi invito a cercarla nell’eventualità che vi foste incuriosit* a riguardo.
Fatto sta che, fino a quando anch’io non ho letto la trama, mi sono sempre sentita offesa, denigrata, e umiliata da quel termine che mi tormentava e mi faceva soffrire ogni volta che mi veniva affibbiato
Eppure, nonostante nel mio caso venisse utilizzato con cattive intenzioni, crescendo ho visto solo ipocrisia e incoerenza in quel tipo di umiliazione.
L’incomprensione non è certo un sentimento che nasce da dentro, è più che altro una visione che ti travolge da fuori. Questa azione presuppone che vi sia qualcun* che vi dovrebbe comprendere, ma che per colpa sua o vostra, non lo fa.
E se anche io fossi stata colpevole di incapacità comunicativa, necessitavo di un confronto dall’esito negativo per potermi sentire incompresa.
Solo ora so che è vero: io ero incompresa, e a differenza di allora non me ne vergogno, non sento sulle mie spalle il carico di quella parola, non sono più vittima della situazione e non provo più nemmeno dispiacere.

Io ero incompresa, eppure comprendevo tutto.

Ed è in questa sciocca analisi, incontenibile come un fiume in piena che distrugge gli argini che lo dovrebbero reprimere, che ritrovo un altro po’ di pace. 


Misunderstood

I will continue the story of my diagnosis in a few days. Today I wanted to post here, something that I published on my Instagram account. This is a new awareness that I feel I have to share with the world.

I couldn’t stand it when my mother called me “L’incompresa” (the Misunderstood), although I was still too young to fully grasp the reference, I knew that it was about the main character of an Italian film, where there was a child called “Misunderstood” (L’incompreso in Italian).
I read the plot of the film only a few years ago, and I honestly find it ironic that my mother used that film to mock me. There were two things: either she had never seen the whole film, or evidently, she hadn’t understood it.
I am not going to tell you the plot here, in case you want to see it, but I invite you to look for it if you are curious about it.
The fact is, that until I haven’t read the plot myself, I have always felt offended, denigrated, and humiliated by that term that tormented me and made me suffer every time it was given to me.
Yet, although in my case it was used with bad intentions, growing up I saw only hypocrisy and inconsistency in that kind of humiliation.
Misunderstanding is certainly not a feeling that comes from within, it is more a vision that overwhelms you from the outside.
This action presupposes that there is someone who should understand you, but that through its or your fault, it does not.
And even if I was guilty of communication failure, I needed a comparison with a negative outcome to be able to feel misunderstood.
Only now I know that it was true: I was misunderstood, and unlike then, now I am not ashamed, I do not feel the burden of that word on my shoulders, I am no longer a victim of the situation and I don’t even feel sorry for myself.

I was misunderstood, yet I understood everything.

And it is in this silly analysis, as irrepressible as a raging river that destroys the banks that should repress it, that I find another bit of peace.

Un pensiero su “L’incompreso \ Misunderstood

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